Roberto Cingolani: “Ecco i 6 punti per attuare la transizione ecologica”

Roberto Cingolani, nominato ministro per la Transizione ecologica nel nuovo governo guidato da Mario Draghi, avrà un compito importante: gestire i fondi che arriveranno all’Italia attraverso il Recovery Fund. Ecco le 6 priorità che diventano così un manifesto programmatico su rinnovabili, decarbonizzazione e sostenibilità delle auto elettriche:

  1. L’intelligenza globale ci salverà. Esiste una correlazione tra intelligenza globale e sviluppo tecnologico: al crescere della popolazione sulla Terra sono cresciuti i problemi, ma anche la capacità di trovare delle soluzioni.
  2. Valutare in anticipo gli effetti collaterali dell’innovazione. È necessario un risk assessment ragionato del progresso, a livello politico e aziendale, che tenga conto dei problemi di lungo periodo generati dallo sviluppo e sappia valutare attentamente il rapporto tra costi e opportunità di ogni tecnologia, ad esempio le auto elettriche. Incorporando fin da subito i costi del progresso nei nostri calcoli, saremo capaci di una pianificazione più efficace e sostenibile.
  3. Energia: urgente la transizione verso le rinnovabili. Il modello energetico degli ultimi decenni è diventato una fonte di insostenibilità ambientale e sociale, ha creato disuguaglianze tra le nazioni, ha portato al riscaldamento del pianeta e all’inquinamento dell’atmosfera. È necessario cominciare a passare subito ad una transizione energetica verso fonti rinnovabili.
  4. Un nuovo modello per le città. È necessario passare dal modello attuale di urbanizzazione sregolata, che comporta cambiamenti climatici, crescita delle disuguaglianze e squilibri dell’ecosistema ad un modello di sviluppo che garantisce un impatto minore sul pianeta.
  5. Effetto serra: applicare subito gli Accordi di Parigi. È necessario rispettare i dettami dell’accordo di Parigi procedendo sulla strada della decarbonizzazione, riducendo drasticamente l’emissione di gas serra nell’atmosfera e limitare i danni del riscaldamento globale.
  6. L’insostenibile pesantezza dell’aria. L’inquinamento dell’aria impatta sia sulle nazioni sviluppate sia su quelle in via sviluppo, per questo bisogna rivedere il nostro modello di consumi energetici per contenere l’aumento delle temperature, il cambiamento climatico, ma anche per migliorare la qualità dell’aria che respiriamo, limitando i costi per la salute e allungando la longevità.

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